Home - Universita - Universita' Degli Studi Di Bologna - Facolta - Podologia (abilitante Alla Professione Sanitaria Di Podologo)
Podologia (abilitante Alla Professione Sanitaria Di Podologo)
Universita' Degli Studi Di Bologna
Facolta' Di Medicina E Chirurgia
Podologia (abilitante Alla Professione Sanitaria Di Podologo)
Obiettivi del corso
1. Formare operatori sanitari in grado di curare direttamente, nel rispetto della normativa vigente, le patologie del piede;
2. Comprendere i fondamenti della fisiopatologia applicabili a patologie specifiche del piede e dell'apparato locomotore;
3. Identificare i bisogni di assistenza podologica in rapporto alle diverse fasce di eta', alle diverse patologie o disabilita', all'attivita' lavorativa e sportiva;
4. Apprendere i principi culturali e professionali che orientano il processo diagnostico, culturale e tecnico dell'intervento podologico nei confronti della persona assistita.
5. Realizzare programmi di educazione sanitaria per la prevenzione di patologie posturali
6. attuare un esame obiettivo del piede, identificare alterazioni a carico del piede ,anche attraverso strumenti diagnostici specifici, e intervenire con metodi incruenti, ortesici ed idromassoterapici, per le callosita', le unghie ipertrofiche, deformi e incarnite, nonche' per il piede doloroso.
7. Collaborare alla diagnosi e alla terapia di problemi patologici del piede sia nei bambini, che negli adulti e nelle persone anziane, correlati a patologie meccaniche, posturali, dismetaboliche, traumatiche, infettive ed ereditarie;
8. Prevenire e svolgere, su prescrizione medica ,la medicazione delle ulcerazioni, delle verruche del piede e assistere, anche ai fini dell'educazione sanitaria, i soggetti portatori di malattie a rischio.
9. attuare trattamenti ortesici finalizzati alla terapia podologica
10. individuare e segnalare al medico le sospette condizioni patologiche che richiedono un approfondimento diagnostico o un intervento terapeutico
11. identificare patologie del piede legate a diverse attivita' lavorative dovute all'uso di calzature incongrue, nonche' prevenire con adeguata educazione sanitaria patologie biomeccaniche e traumatiche del piede legate al tipo di attivita' lavorativa;
12. dimostrare capacita' e di relazione nei confronti degli utenti
13. pianificare e gestire i propri interventi integrandosi con altri operatori nel rispetto delle reciproche competenze
14. prendere decisioni coerenti con le dimensioni tecnico- scientifiche, legali e deontologiche che regolano l'attivita' libero professionale, le organizzazioni sanitarie e la responsabilita' professionale
La percentuale di attivita' formative professionalizzanti previste nel D.I. 2/02/2001 fa riferimento al settore scientifico disciplinare specifico della tipologia professionale, conformemente al parere reso dal Consiglio Universitario Nazionale con mozione dell'adunanza del 03.07.2003
2. Comprendere i fondamenti della fisiopatologia applicabili a patologie specifiche del piede e dell'apparato locomotore;
3. Identificare i bisogni di assistenza podologica in rapporto alle diverse fasce di eta', alle diverse patologie o disabilita', all'attivita' lavorativa e sportiva;
4. Apprendere i principi culturali e professionali che orientano il processo diagnostico, culturale e tecnico dell'intervento podologico nei confronti della persona assistita.
5. Realizzare programmi di educazione sanitaria per la prevenzione di patologie posturali
6. attuare un esame obiettivo del piede, identificare alterazioni a carico del piede ,anche attraverso strumenti diagnostici specifici, e intervenire con metodi incruenti, ortesici ed idromassoterapici, per le callosita', le unghie ipertrofiche, deformi e incarnite, nonche' per il piede doloroso.
7. Collaborare alla diagnosi e alla terapia di problemi patologici del piede sia nei bambini, che negli adulti e nelle persone anziane, correlati a patologie meccaniche, posturali, dismetaboliche, traumatiche, infettive ed ereditarie;
8. Prevenire e svolgere, su prescrizione medica ,la medicazione delle ulcerazioni, delle verruche del piede e assistere, anche ai fini dell'educazione sanitaria, i soggetti portatori di malattie a rischio.
9. attuare trattamenti ortesici finalizzati alla terapia podologica
10. individuare e segnalare al medico le sospette condizioni patologiche che richiedono un approfondimento diagnostico o un intervento terapeutico
11. identificare patologie del piede legate a diverse attivita' lavorative dovute all'uso di calzature incongrue, nonche' prevenire con adeguata educazione sanitaria patologie biomeccaniche e traumatiche del piede legate al tipo di attivita' lavorativa;
12. dimostrare capacita' e di relazione nei confronti degli utenti
13. pianificare e gestire i propri interventi integrandosi con altri operatori nel rispetto delle reciproche competenze
14. prendere decisioni coerenti con le dimensioni tecnico- scientifiche, legali e deontologiche che regolano l'attivita' libero professionale, le organizzazioni sanitarie e la responsabilita' professionale
La percentuale di attivita' formative professionalizzanti previste nel D.I. 2/02/2001 fa riferimento al settore scientifico disciplinare specifico della tipologia professionale, conformemente al parere reso dal Consiglio Universitario Nazionale con mozione dell'adunanza del 03.07.2003
Conoscenze
Conoscenze previste annualmente dal decreto ministeriale. Numero programmato ai sensi di legge.
Sbocchi Professionali
Nella Facolta' di Medicina e Chirurgia si consegue la laurea per 'podologo'.
I laureati 'podologi' sono, ai sensi della legge 10 agosto 2000, n. 251, articolo 2, comma 1, operatori delle professioni sanitarie dell'area della riabilitazione che svolgono con titolarita' e autonomia professionale, nei confronti dei singoli individui e della collettivita', attivita' dirette alla prevenzione, alla cura, alla riabilitazione e a procedure di valutazione funzionale, al fine di espletare le competenze proprie previste dai relativi profili professionali.
I laureati della classe sono dotati di un'adeguata preparazione nelle discipline di base, tale da consentire loro la migliore comprensione dei piu' rilevanti elementi che sono alla base dei processi patologici sui quali si focalizza il loro intervento riabilitativo e/o terapeutico in eta' evolutiva, adulta e geriatrica. Devono inoltre saper utilizzare almeno una lingua dell'Unione Europea, oltre l'italiano, nell'ambito specifico di competenza e per lo scambio di informazioni generali.
Le strutture didattiche devono pertanto individuare e costruire altrettanti percorsi formativi atti alla realizzazione delle diverse figure di laureati funzionali ai profili professionali dai decreti del Ministero della sanita'.
Le strutture didattiche individuano a tal fine, mediante l'opportuna selezione degli ambiti disciplinari delle attivita' formative caratterizzanti, con particolare riguardo ai settori scientifico- disciplinari professionalizzanti, gli specifici percorsi formativi delle professioni sanitarie ricomprese nella classe. In particolare per l'educatore professionale, al fine di connotare la figura di operatore dell'area sanitaria, e' indispensabile una adeguata utilizzazione dei settori scientifico- disciplinari.
In particolare, i laureati nella classe, in funzione dei suddetti percorsi formativi, devono raggiungere le competenze professionali di seguito indicate e specificate riguardo ai singoli profili identificati con provvedimenti della competente autorita' ministeriale. Il raggiungimento delle competenze professionali si attua attraverso una formazione teorica e pratica che includa anche l'acquisizione di competenze comportamentali e che venga conseguita nel contesto lavorativo specifico di ogni profilo, cosi' da garantire, al termine del percorso formativo, la piena padronanza di tutte le necessarie competenze e la loro immediata spendibilita' nell'ambiente di lavoro. Particolare rilievo, come parte integrante e qualificante della formazione professionale, riveste l'attivita' formativa pratica e di tirocinio clinico, svolta con la supervisione e la guida di tutori professionali appositamente assegnati, coordinata da un docente appartenente al piu' elevato livello formativo previsto per ciascun profilo professionale e corrispondente alle norme definite a livello europeo ove esistenti.
I laureati della classe, in funzione dei suddetti percorsi formativi, devono raggiungere le competenze previste dagli specifici profili professionali. In particolare nell'ambito della professione sanitaria del podologo, i laureati sono operatori sanitari cui competono le attribuzioni previste dal D.M. del Ministero della sanita' 14 settembre 1994, n. 666 e successive modificazioni ed integrazioni; ovvero trattano direttamente, nel rispetto della normativa vigente, dopo esame obiettivo del piede, con metodi incruenti, ortesici ed idromassoterapici, le callosita', le unghie ipertrofiche, deformi e incarnite, noncha'© il piede doloroso. I laureati in podologia, su prescrizione medica, prevengono e svolgono la medicazione delle ulcerazioni delle verruche del piede e comunque assistono, anche ai fini dell'educazione sanitaria, i soggetti portatori di malattie a rischio; individuano e segnalano al medico le sospette condizioni patologiche che richiedono un approfondimento diagnostico o un intervento terapeutico; svolgono la loro attivita' professionale in strutture sanitarie, pubbliche o private, in regime di dipendenza o libero- professionale.
I laureati 'podologi' sono, ai sensi della legge 10 agosto 2000, n. 251, articolo 2, comma 1, operatori delle professioni sanitarie dell'area della riabilitazione che svolgono con titolarita' e autonomia professionale, nei confronti dei singoli individui e della collettivita', attivita' dirette alla prevenzione, alla cura, alla riabilitazione e a procedure di valutazione funzionale, al fine di espletare le competenze proprie previste dai relativi profili professionali.
I laureati della classe sono dotati di un'adeguata preparazione nelle discipline di base, tale da consentire loro la migliore comprensione dei piu' rilevanti elementi che sono alla base dei processi patologici sui quali si focalizza il loro intervento riabilitativo e/o terapeutico in eta' evolutiva, adulta e geriatrica. Devono inoltre saper utilizzare almeno una lingua dell'Unione Europea, oltre l'italiano, nell'ambito specifico di competenza e per lo scambio di informazioni generali.
Le strutture didattiche devono pertanto individuare e costruire altrettanti percorsi formativi atti alla realizzazione delle diverse figure di laureati funzionali ai profili professionali dai decreti del Ministero della sanita'.
Le strutture didattiche individuano a tal fine, mediante l'opportuna selezione degli ambiti disciplinari delle attivita' formative caratterizzanti, con particolare riguardo ai settori scientifico- disciplinari professionalizzanti, gli specifici percorsi formativi delle professioni sanitarie ricomprese nella classe. In particolare per l'educatore professionale, al fine di connotare la figura di operatore dell'area sanitaria, e' indispensabile una adeguata utilizzazione dei settori scientifico- disciplinari.
In particolare, i laureati nella classe, in funzione dei suddetti percorsi formativi, devono raggiungere le competenze professionali di seguito indicate e specificate riguardo ai singoli profili identificati con provvedimenti della competente autorita' ministeriale. Il raggiungimento delle competenze professionali si attua attraverso una formazione teorica e pratica che includa anche l'acquisizione di competenze comportamentali e che venga conseguita nel contesto lavorativo specifico di ogni profilo, cosi' da garantire, al termine del percorso formativo, la piena padronanza di tutte le necessarie competenze e la loro immediata spendibilita' nell'ambiente di lavoro. Particolare rilievo, come parte integrante e qualificante della formazione professionale, riveste l'attivita' formativa pratica e di tirocinio clinico, svolta con la supervisione e la guida di tutori professionali appositamente assegnati, coordinata da un docente appartenente al piu' elevato livello formativo previsto per ciascun profilo professionale e corrispondente alle norme definite a livello europeo ove esistenti.
I laureati della classe, in funzione dei suddetti percorsi formativi, devono raggiungere le competenze previste dagli specifici profili professionali. In particolare nell'ambito della professione sanitaria del podologo, i laureati sono operatori sanitari cui competono le attribuzioni previste dal D.M. del Ministero della sanita' 14 settembre 1994, n. 666 e successive modificazioni ed integrazioni; ovvero trattano direttamente, nel rispetto della normativa vigente, dopo esame obiettivo del piede, con metodi incruenti, ortesici ed idromassoterapici, le callosita', le unghie ipertrofiche, deformi e incarnite, noncha'© il piede doloroso. I laureati in podologia, su prescrizione medica, prevengono e svolgono la medicazione delle ulcerazioni delle verruche del piede e comunque assistono, anche ai fini dell'educazione sanitaria, i soggetti portatori di malattie a rischio; individuano e segnalano al medico le sospette condizioni patologiche che richiedono un approfondimento diagnostico o un intervento terapeutico; svolgono la loro attivita' professionale in strutture sanitarie, pubbliche o private, in regime di dipendenza o libero- professionale.
Prova Finale
La prova finale sostenuta dinanzi ad una Commissione nominata dalla competente Autorita' accademica e composta a norma di legge comprende:
a) la discussione di un elaborato di natura teorico- applicativa;
b) una prova di dimostrazione di abilita' pratiche
a) la discussione di un elaborato di natura teorico- applicativa;
b) una prova di dimostrazione di abilita' pratiche
- Scuole Abruzzo
- Scuole Basilicata
- Scuole Calabria
- Scuole Campania
- Scuole Emilia Romagna
- Scuole Friuli Venezia Giulia
- Scuole Lazio
- Scuole Liguria
- Scuole Lombardia
- Scuole Marche
- Scuole Molise
- Scuole Piemonte
- Scuole Puglia
- Scuole Sardegna
- Scuole Sicilia
- Scuole Toscana
- Scuole Trentino Alto Adige
- Scuole Umbria
- Scuole Valle D'aosta
- Scuole Veneto